Prima persone

Counseling, Metodo Fare Storie

Il counseling è una professione d’aiuto finalizzata a sostenere la persona nel raggiungimento di uno stato di benessere, tramite il superamento del disagio o della sofferenza che vi si oppongono.

Il counselor aiuta il cliente a esplorare le proprie risorse e la propria capacità di autodeterminazione, per riconoscerne tutta la potenza e la potenzialità. E lo fa creando innanzi tutto uno spazio di ascolto non giudicante, una forma di accompagnamento umano, creativo e rispettoso che consente al cliente di esplorare il proprio modo di essere, anche in quegli aspetti che generano il disagio.

A chi si rivolge

Il counseling può essere offerto alle singole persone, alle coppie, agli adolescenti, ai gruppi. È di aiuto per affrontare un cambio di lavoro, per superare una difficoltà familiare, per affrontare sofferenze come il lutto.

Cosa bisogna sapere

Il counseling non si occupa di curare ma di “avere cura”, non tratta patologie ma specifici problemi, disagi o sofferenze circoscritti e lo fa promuovendo nel cliente la crescita, lo sviluppo e l’acquisizione di indipendenza e autocoscienza.

Gli incontri sono sedute di cinquanta minuti nelle quali, attraverso la creazione di una relazione tra counselor e cliente, l’uso della parola, l’ascolto attivo e rispettoso, si genera un processo riflessivo e benefico.

Cosa fare per una consultazione

Per prendere un appuntamento vi preghiamo di scrivere a info@morbidevoci.ch indicando il motivo che vi spinge a contattarci e i vostri recapiti telefonici. Clarissa o Enrico vi contatteranno nel giro di qualche giorno.

Il counseling individuale, di gruppo e organizzativo passa dall’attenzione alla persona. Non c’è crescita, in azienda, a scuola, nel privato, che non parta dal riconoscimento dell’altro come persona. Se pensiamo al benessere, ci rivolgiamo al modello bio-psico-sociale, se pensiamo all’azienda valorizziamo le individualità e le relazioni tra esseri completi, portatori di ricchezze impensabili. Il counseling.

Il Metodo Fare storie

Il Fare Storie è un metodo di intervento messo a punto dal fondatore dell’Istituto ricerche di gruppo, Ferruccio Marcoli, e impiegato in un’ottica di prevenzione e di sostegno educativo. L’obiettivo è quello di prevenire i disturbi del pensare. Il bambino attraverso il racconto, o la rappresentazione, delle storie esprime i suoi miti in un contenitore regolato e all’interno di una relazione adeguata al contenimento delle sue ansie. Le poche regole con le quali si confronterà sono legate allo spazio, al tempo, all’esclusione, al rispetto di sé, dell’altro e degli oggetti, al fare storie con cinque personaggi dicendo tutto quello che vuole.

L’operatore fa parte del contenitore in quanto lo delimita attraverso le regole e il loro rispetto, e diventa egli stesso contenitore delle ansie che il bambino porta nella stanza. I personaggi danno facoltà di interpretare, come a teatro, la “storia”, raccontata o agita, facendo in modo che questa abbia un senso nella relazione attuale dell’adulto (rappresentante dei genitori) con il bambino.

Il susseguirsi delle storie permette di rendere evidenti i cambiamenti che avvengono nella relazione e nel bambino stesso. Le storie che il bambino ci porta esprimono i suoi desideri. A differenza del sogno, dove i desideri possono essere esauditi in modo onnipotente e in solitudine, le storie rappresentano i miti del bambino. Sono dei racconti dei suoi desideri e delle sue paure che condivide con un’altra persona.